I Castelli del Monferrato

Il Piemonte mescola dolci paesaggi, città di grande fascino e meravigliosi insediamenti medioevali dominati da castelli, fortezze e manieri che nel tempo hanno reso il territorio Sabaudo uno dei piu suggestivi di tutta Italia. 

Non da meno è la zona dell’Alto Monferrato che è densamente cosparsa di castelli e rocche come quelli del Monastero di Bormida, Taggiolo, Rocca Grimalda, Trisobbio e Morsasco.

I piu bei castelli dell'Alto Monferrato

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Castello del Monastero Bormida

Originariamente il castello era un monastero e l’atturale torre era il suo campanile. Nel corso del XV secolo fu aggiunta una prima struttura difensiva dai marchesi del Carretto a cui fecero seguito successive ristrutturazioni ed ampliamenti, come l’arco di epoca medioevale che unisce il castello alla torre. La torre alta 27 M in stile lombardo, presenta fregi ad archetti pensili realizzati in mattoni e pietre.

 

Oggi il castello ha una facciata seicentesca e mantiene sul retro la loggia cinquecentesca che è anche visitabile. La famiglia Carretto a metà del XIX secolo cedette la proprietà alla famiglia Della Rovere a cui seguì la famiglia Polleri di Genova che la vendette al comune che attualmente ne è ancora proprietario. 

 

Castello di Tagliolo

Il Castello di Tagliolo si erge maestoso ad un passo da Ovada, nell’Alto Monferrato. Feudo imperiale nell’anno 967, appartenne alle più famose famiglie genovesi, dagli Spinola ai Doria: nel 1498 Tagliolo entrò definitivamente tra i possedimenti della famiglia Gentile. La struttura più antica del castello è la torre, alta 38M, di forma quadrata e risalente al X secolo, la cui parte superiore fu edificata nel XV secolo, periodo della dominazione genovese.

 

Nel cortile Nord rimane oggi parte del torrione trecentesco e sono tuttora visibili le caditoie del medioevale ponte levatoio. Lungo tutta la facciata corre un fregio bianco e rosso a spina di pesce. Le rimanenti parti del castello sono del XVI, XVII e XVIII secolo e rappresentano la sintesi della sua storia attraverso il tempo. 

Castello di Rocca Grimalda

Il castello, costruito alla sommità di uno sperone roccioso, si trova in un luogo strategicamente importante, sia perchè facilmente difendibile, sia perchè posto a controllo delle strade tra l’Oltregiogo Ovadese e la pianura Alessandrina, in un’area di forti contrasti tra il Monferrato e la Liguria.

La costruzione del castello si è sviluppata nei secoli intorno alla possente torre circolare databile tra il XII e XIII secolo.

 

Costituito inizialmente da una struttura poligonale destinata alle truppe di sorveglianza, il castello, compreso inizialmente nel feudo dei Malaspina, viene trasformato in residenza nobiliare della famiglia Alessandrina dei Trotti intorno alla metà del 1400. Successivamente, i Grimaldi illustri patrizi Genovesi, lo acquistarono nel 1570 e vi risiedono per più di 200 anni, completandone la costruzione alla fine del 1700 con la maestosa facciata occidentale. 

 

Castello di Trisobbio

Trisobbio è uno dei borghi più antichi del Monferrato, forse di origini Etrusche. Incluso nel dominio feudale degli Aleramici, marchesi Del Bosco, verso l’anno 1000, passa poi ai Malaspina e ai Lordrone per via di matrimonio. Nel 1536, dopo il passaggio ai Duchi di Mantova, il Monferrato, viene privato di piccoli feudi che i Gonzaga mettono in vendita, concedendo titoli nobiliari ai ricchi signori, Mantovani o Genovesi. Così Gian Battista Spinola, Genovese, diventa signore di Trisobbio.

 

All’inizio del ‘700, dopo anni di “guerre di secessione”, il Monferrato passa ai Savoia e nel 1748 ai Francesi, con la pace di Acquisgrana. Con loro arrivano le idee riformatrici che in poco più di 50 anni porteranno all’unità d’Italia. Nell’anno 1862, l’edificio si trova in stato di rovina, sino a che, giunti all’inizio del 1900, venne interamente restaurato, su progetto di Alfredo d’Andrade, con ingenti opere, che portano il castello all’aspetto esterno attuale.

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Castello di Morsasco

A pochi chilometri da Acqui Terme, si erge il maestoso sulle case dell’antico ricetto a cui si accede passando attraverso un’altra porta, ricavata alla base della torre campanaria che presenta ancora le tracce del ponte levatoio. Superata la soglia, si sale seguendo il vicolo in pietra fino alla parrocchiale cinquecentesca dedicata a San Bartolomeo. 

 Nel corso dei secoli ha perso le caratteristiche militari dei primordi, e si presenta, oggi, come una dimora sigonrile dai grandi saloni e dalle piacevoli sale frutto dell’ampliamento settecentesco. Di grande bellezza è il camino in pietra del Salone Nuovo, fatto realizzare dai Lodron a inizio del 1500 e la galleria del gioco della Pallacorda.