Acqui Terme - La città dell'acqua

Acqui Terme è un affascinante località termale già rinomata in epoca Romana per le sue acque fumanti, incastonata come un gioiello tra vigneti e paesaggi riconosciuti nel 2014 come patrimonio mondiale dell’UNESCO, per la loro bellezza mozzafiato, nel territorio dell’Alto Monferrato, ricco di suggestioni ambientali, paesaggistiche, artistiche ed eno-gastronomiche.

Gli imponenti resti dell’acquedotto Romano che si stagliano lungo il corso del fiume Bormida testimoniano come l’acqua sia sempre stata elemento vitale fondamentale per questa città, che offre ai suoi visitatori un’invidiabile combinazione di benessere, arte, cultura, storia, eccellenze gastronomiche, charme ed accoglienza italiana che la rendono una destinazione unica ed accattivante.

Cosa vedere ad Acqui Terme

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Castello dei Paleologi

Il Castello di Acqui Terme detto “dei Paleologi” risale, nel suo impianto originario almeno all’XI secolo: la prima fonte scritta che ce ne attesta con certezza l’esistenza, fonte in cui viene ricordato come “Castelletto” si data infatti al 1056. L’edificio ha conosciuto nel tempo alterne vicende. Fu dapprima residenza dei vescovi-conti di Acqui che vi dimorarono fino alla seconda metà del XIII secolo, quando violenti scontri interni tra le famiglie nobilidella città posero fine al loro dominio. 

 

Alla nuova ricostruzione, iniziata nel 1663, è da attribuire la parte principale della struttura ancora oggi esistente, quella ora destinata ad ospitare le sale del Museo Archeologico. Di epoca napoleonica è, invece, tutta l’ala separata delle ex carceri, mentre agli anni 1860-1865 si datano gli ultimi interventi di risistemazione che videro la demolizione di un tratto della cinta muraria per la realizzazione dell’attuale ingresso ai giardini alti del castello.

 

Cattedrale di Santa Maria Assunta

La cattedrale, iniziata dal vescovo Primo a partire dall’ XI secolo è consacrata l’11 Novembre del 1067 dal vescovo Guido, venerato come santo patrono della città e della diocesi, fu costruita da maestranze Lombarde in forma di edificio Romanico con pianta a croce latina e transetto aggettante. Originariamente a tre navate, divennero cinque nel XVIII secolo, con cappelle laterali.

La facciata è stata arricchita dall’apertura di un portale maggiore scolpito, opera di Giovanni Antonio Pilacorte nel 1481 che ha rappresentato in esso diversi personaggi tra cui Maria assunta e i Paadri Fondatori della Chiesa.Sugli stipiti sono scolpiti il primo vescovo di Acqui, Maggiorino, ed il vescovo Guido, che consacrò la cattedrale. Furono poi aggiunti alla fine del ‘400 il chiostro ed il campanile gotico; risalgono al ‘500 il rosone della facciata ed il tiburio, mentre il pronao è del XVII secolo.

La sorgente della Bollente

La Bollente sorge nel cuore del centro storico di Acqui Terme, sul lato del centralissimo e pedonale Corso Italia. Si tratta di un edicola marmorea realizzata nel 1879 dall’architetto Giovanni Cerruti, all interno della quale sgorga una sorgente di acqua bollente carica di sostanze sulfuree-salso-bromo-iodiche, utilizzate come materia prima per le cure termali.

Le acque di origine pluviale provengono da grandi profondità. dove nell’arco di 60 anni si arricchiscono di sostanze minerali, risalgono rapidamente senza avere il tempo di raffreddare, attreaverso faglie della crosta terrestre, e grazie alla vicinanza alla massa magmatica mantengono l’alta temperatura che le contraddistingue. Queste acque sono la materia prima delle cure termali di tutti gli stabilimenti della città a cui arrivano con un sistema di tubature sotterranee.

 

Piscina Romana

 

La grande piscina costituiva un settore importante di un vasto complesso termale risalente all’età imperiale i cui resti sono stati individuati presso l’attuale Corso Bagni. Ritrovata nel 1913 durante la costruzione dei nuovi portici, a Sud dell’hotel Nuove Terme, la struttura all’epoca fu esplorata solo parzialmente.

 

 

Solo con gli ultimi interventi di ricerca si è però finalmente arrivati ad una completa messa in luce della piscina ed alla conferma dell’ipotesi di una maggiore estensione dell’impianto termale di cui faceva parte. Tale complesso occupava infatti, con ogni verosimiglianza, una superficie considerevolmente estesa, ma ad oggi purtroppo inglobata nella costruzione della città di epoca moderna.

Acquedotto Romano

Imponenti e ben noti sono i resti dell’acquedotto Romano, tra i meglio conservati dell’intera Italia settentrionale, che ancora si ergono fuori dal centro abitato moderno, presso il corso del fiume Bormida. La sua costruzione può essere fatta risalire, con ogni probabilità, alla prima età imperiale, forse addirittura all’epoca Augustea. 

 Si conservano due ampi tratti separati dell’orginaria struttira in elevato, composti rispettivamente da sette e otto piloni in muratura, a base quadrangolare che si restringono progressivamente verso l’alto con una serie di riseghe regolari, per un’altezza di circa 15 M. Su di essi si impostano arcate a sesto ribassato (ne rimangono 4) di 3,35 M di raggio, al di sopra delle quali scorreva il condotto idrico vero e proprio, oggi purtroppo non più esistente